Risorse idriche terrestri

Il volume di acqua presente sulla Terra è stimato in 1 360 000 000 km3, all'incirca un millesimo del volume complessivo del pianeta; di questi:

  • 1 320 000 000 km3 (pari a circa il 97,3% del totale) sono acque marine (in maggioranza oceano).
  • 25 000 000 km3 (pari a circa il 2% del totale) sono nei ghiacciai e nelle calotte polari.
  • 13 000 000 km3 (pari a circa l'1% del totale) sono nel suolo, nelle falde acquifere.
  • 250 000 km3 (pari a circa lo 0,02% del totale) sono acque dolci nei laghi, nei mari interni e nei fiumi.
  • 13 000 km3 sono vapore acqueo nell'atmosfera.

L'acqua dolce rappresenta solo il 2,5% del volume totale presente sulla Terra e per più dei 2⁄3 si trova in pochi ghiacciai, in particolare nell'Antartide e in Groenlandia, i quali sono quindi la principale riserva di acqua dolce nel nostro pianeta. La fusione dei ghiacciai a causa dell'effetto serra e dell'aumento delle temperature ha un forte impatto ambientale, sia per l'innalzamento del livello dei mari ma anche per la scomparsa di questa riserva. Durante la fusione dei ghiacci, infatti, l'acqua dolce si mescola a quella salata del mare, divenendo inutilizzabile dall'uomo. Un ulteriore 30% di acqua dolce si trova in riserve sotterranee e solo meno dell'1% dell'acqua dolce si trova in laghi, fiumi o bacini ed è quindi facilmente accessibile. Già nel 1996 in uno studio pubblicato dalla rivista Science si stimava che:

  • il ciclo dell'acqua genera un totale di acqua dolce rinnovabile pari a circa 110 300 km3/anno;
  • circa 69 600 km3/anno delle precipitazioni evapora a sua volta (ma consente la vita di forme importanti di vegetazione, quali le foreste, non irrigate dall'uomo);
  • rimangono circa 40 700 km3/anno, che ritornano nei mari e negli oceani;

di tale acqua:

  • 7 774 km3/anno sono in zone di difficile accesso e, in pratica, non utilizzate (circa il 95% del Rio delle Amazzoni, metà del Congo, buona parte dei fiumi nelle terre più settentrionali);
  • 29 600 km3/anno finiscono in mare senza essere utilizzati mediante dighe;
  • 12 500 km3/anno possono essere utilizzati dall'uomo;

di questi:

  • 4 430 km3/anno vengono direttamente utilizzati nell'agricoltura (2880 km3/anno), nell'industria (975 km3/anno) e nelle città (300 km3/anno); il dato comprende, peraltro, anche la perdita di riserve per evaporazione;
  • 2 350 km3/anno vengono utilizzati "così come sono", ad esempio per navigazione, pesca e parchi.

Le previsioni, auspicabili, già nel 1996 erano le seguenti:

  • la costruzione di dighe può aumentare di circa il 10% la disponibilità di acqua dolce utilizzabile dall'uomo nel 2025, ma si prevede che per quel tempo la popolazione potrebbe aumentare di circa il 45%;
  • l'aumento stimato dell'acqua disponibile può inoltre risultare ottimistico, a causa del crescente inquinamento e del riscaldamento globale.

L'acqua in meteorologia

L'acqua è anche un elemento fondamentale di controllo della meteorologia e del clima terrestre. Il vapore acqueo presente nell'atmosfera può, sotto determinate circostanze, subire dei processi di accrescimento (coalescenza) portando alla formazione di nuvole, e, raggiungendo la saturazione, alla pioggia o ad altre forme di precipitazioni atmosferiche. Grazie a questi eventi l'acqua può ridistribuirsi sul territorio, venendo anche accumulata nei ghiacciai polari o in quelli presenti ad elevate altitudini. L'abbondanza o meno di precipitazioni acquose nelle varie aree geografiche ne stabilisce il clima, da estremi di aridità fino alle foreste tropicali, e di conseguenza la biodiversità e le risorse.