Sistema NATURALE di Depurazione delle Acque di Scarico.

Le acque di scarico sono quelle utilizzate nelle diverse attività umane e scaricate come rifiuti liquidi generalmente in fogna, alveo o canale o altro (autoespurgo ecc.).

Nella schematizzazione che segue sono usati termini tecnici il cui significato è riportano nel “Glossario” delle Acque.

Sistemi di Depurazione NATURALE
In questa tipologia il sistema si suddivide in:
CONDOTTE SOTTOMARINE LAGUNAGGIO FITODEPURAZIONE
Per ognuno di questi sistemi, rispettivamente sono previste le seguenti fasi epurative:
Trattamenti preliminari Trattamenti preliminari Trattamenti preliminari
Pompaggio In condotta Vasca a tenuta idraulica Aspersione – Dispersione
Dispersione in profondità Areazione superficiale Evapotraspirazione
  Espurgo dei fanghi  

Dispersione acque mediante SUB-IRRIGAZIONE.

Metodo di smaltimento quando manca un recapito finale (che arrivi al corpo idrico ricettore). Il sistema definito “sub-irrigazione” permette la dispersione dei reflui chiarificati, provenienti da un trattamento primario, negli strati superficiali del terreno che vengono assorbiti e degradati biologicamente. E' un sistema di trattamento delle “acque reflue domestiche” da impiegare in aree non servite dal sistema di fognatura pubblica mediante un processo di smaltimento che garantisca lo scarico nei corpi idrici ricettori in conformità alla normativa vigente. L’autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche mediante sub-irrigazione è concessa dalla Autorità Comunale competente per impianti della capacità massima di 100 AE.

a) SUB-IRRIGAZIONE: la dispersione negli strati superficiali del terreno (sub-irrigazione) dei reflui civili è un particolare sistema di smaltimento dei liquami (previo adeguati trattamenti) che può essere adottato qualora non siano disponibili corpi recettori idonei e qualora le caratteristiche del suolo e del sottosuolo non presentino controindicazioni. Consiste nell’immissione del liquame stesso, tramite apposite tubazioni, direttamente sotto la superficie del terreno ove viene assorbito e gradualmente assimilato e degradato biologicamente in condizioni aerobiche. Il liquame chiarificato, proveniente dalla fossa Imhoff mediante condotta a tenuta, perviene in un pozzetto, anch’esso a tenuta, dotato di sifone di cacciata che serve a garantire una distribuzione uniforme del liquame lungo tutta la condotta disperdente e consente un certo intervallo tra una immissione di liquame e l’altra nella rete di sub-irrigazione, in modo tale da agevolare l’ossigenazione e l’assorbimento del terreno. La condotta disperdente è realizzata preferibilmente in elementi tubolari continui in P.V.C. pesante (UNI 302), del diametro di 100-120 mm e con fessure, praticate inferiormente e perpendicolarmente all’asse del tubo, distanziate 20 - 40 cm e larghe da 1 a 2 cm. La condotta disperdente deve avere una pendenza compresa fra lo 0.2% e 0.5%.

LAGUNAGGIO

Il lagunaggio, come la fitodepurazione e l'accumulo in serbatoi, è una tecnica naturale di depurazione dei reflui di origine civile e industriale. La depurazione avviene all'interno di stagni di ossidazione (wetponds), detti anche lagune o stagni biologici, all'interno dei quali avvengono processi di ossidazione e fermentazione simili a quelli che si realizzano in natura. Il refluo, prima di affluire negli stagni artificiali, deve essere sottoposto a un pretrattamento di grigliatura, e eventuale disoleatura. I bacini possono essere realizzati tramite scavo nel terreno, con eventuale impermeabilizzazione tramite tappeto in argilla o fogli in materiale plastico termosaldato, nel caso il terreno non sia sufficientemente impermeabile. Gli stagni possono essere disposti in serie o in parallelo. Le lagune possono essere:

  • areate;
  • non areate.

Le lagune areate sono realizzate con una profondità di circa 3 metri e sono mantenute in condizioni aerobiche da un sistema di aerazione artificiale. I carichi organici sono relativamente elevati e la popolazione microbica è riconducibile a quella degli impianti a fanghi attivi.

Nelle lagune non areate la biodemolizione avviene naturalmente, sia aerobicamente mediante la fotosintesi algale e/o l'ossigeno atmosferico assorbito attraverso la superficie aria/acqua, che anaerobicamente.

Sistema IDROFIT mediante fitodepurazione

Impianti di depurazione delle acque reflue biologiche mediante letti di fitodepurazione.

Il sistema prevede:

  • un pretrattamento di sedimentazione primaria (solidi sedimentabili) delle acque nere.
  • un pretrattamento di separazione statica (sostanze flottanti) per le acque bionde.
  • un trattamento sui letti di fitodepurazione - assorbimento, finalizzato al recupero della sostanza organica (alimentazione delle piante) e riutilizzo della parte residua di acqua (depurata) per l'irrigazione delle aiuole e/o del giardino.

La disposizione dei letti, sia di fitodepurazione, sia di assorbimento, può essere in parallelo o in linea. In funzione della progettazione IDROFIT può essere realizzato con pretrattamenti di chiarificazione ottenuti mediante vasche settiche bicamerali o tricamerali oppure con Biovasche. I principali Vantaggi sono:

  • Eliminazione totale dello smaltimento in fognatura del refluo (quando non esiste alcun recapito finale).
  • Recupero della sostanza organica mediante il riutilizzo dell'acqua trattata, per irrigare aiuole e giardini.
  • Funzionamento costante e bassissimo costo di esercizio.
  • Semplicità di installazione dei manufatti (se prefabbricati) grazie alla loro leggerezza.
  • Collegamenti facili tra i manufatti grazie ai bocchelli (entrata/uscita) normalizzati.
  • Apparecchiature interne già predisposte (negli impianti prefabbricati).
  • Garanzia di tenuta idraulica.
  • Massima igienicità delle vasche per assenza di manutenzione.

La fitodepurazione è un sistema che utilizza arbusti, piante e fiori in alternativa ai tradizionali sistemi depurativi. La possibilità e la modalità di funzionamento della depurazione dipendono fondamentalmente dal comportamento dei vegetali utilizzati. Le piante hanno un’elevata capacità d’assorbire e quindi di utilizzare alcuni elementi impedendo loro di arrivare ai corpi idrici superficiali o sotterranei; favoriscono inoltre la vita dei microrganismi del suolo che attaccano e demoliscono una buona parte degli inquinanti organici. Per esplicare la loro funzione i vegetali necessitano di un ambiente che garantisca la disponibilità di luce, acqua, isolamento termico e degli elementi chimici necessari ad operare le sintesi organiche. Il terreno è pertanto un componente essenziale di questo ambiente in quanto fornisce sostegno e nutrimento alle piante. Nei sistemi di fitodepurazione gli habitat naturali per lo sviluppo delle piante sono ricostruiti artificialmente; gli inquinanti sono rimossi mediante complessi processi biologici e chimico-fisici tra i quali molto importante è la cooperazione tra piante e microrganismi, i quali trovano in esse o nelle loro vicinanze un habitat favorevole.

La capacità di depurazione dei bacini dipende:

  • dall'apporto di ossigeno attraverso le foglie delle piante fino alle radici;
  • dall'azione adsorbente delle radici delle piante in rapporto ai solidi sospesi colloidali;
  • dal potere depurativo della biomassa in vicinanza delle radici (processi aerobici e di nitrificazione);
  • dall'assimilazione di sostanze organiche e nutrienti da parte delle piante per la sintesi proteica e il loro accrescimento.

I sistemi di fitodepurazione si distinguono in:

  • Free Water Surface (a flusso superficiale);
  • Sub-Surface Flow (sia a flusso verticale, sia a flusso orizzontale).

Il sistema a flusso superficiale è rappresentato da un bacino dove le acque ferme o a lento deflusso superficiale riproducono la conformazione di stagni e aree paludose dove i carichi di nutrienti e di sostanza organica sono ridotti per attività microbiologica in presenza di vegetazione acquatica. Il risultato della depurazione dipende strettamente dai tempi di permanenza dell’acqua all’interno del bacino in cui avvengono i processi di depurazione. Questo sistema si presta al trattamento di elevati volumi provenienti da bacini agrari o da ampi insediamenti abitativi. Il sistema sub–surface, conosciuto come "reed bed system" o "letto a canne a sistema sotto superficiale", è formato da una vasca riempita di ghiaia con uno strato superficiale di sabbia su cui viene messa a dimora la vegetazione. Le acque reflue hanno un transito sotto superficie, evitando l’emissione di odori e la diffusione d’insetti. Il liquame da trattare, preventivamente decantato e sgrassato, viene convogliato in un contenitore stagno e ripartito nel bacino di fitodepurazione.