Rumore e Suono

Il rumore oggi è fra le principali cause del peggioramento della qualità della vita nelle città. Infatti, sebbene la tendenza in ambito comunitario negli ultimi 20 anni mostri una diminuzione dei livelli di rumore più alti nelle zone maggiormente a rischio (definite zone nere), si è verificato contestualmente un ampliamento delle zone con livelli definiti di attenzione (chiamate zone grigie) che ha comportato un aumento della popolazione esposta ed ha annullato le conseguenze benefiche del primo fenomeno. Il rumore è comunemente identificato come un "suono non desiderato" o come "una sensazione uditiva sgradevole e fastidiosa"; infatti, il rumore, dal punto di vista fisico, ha caratteristiche che si sovrappongono e spesso si identificano con quelle del suono, al punto che un suono, gradevole per alcuni, possa essere percepito da altri come fastidioso. Il suono è definito come una variazione di pressione all'interno di un mezzo che l'orecchio umano riesce a rilevare. Il numero delle variazioni di pressione al secondo viene chiamata frequenza del suono e  misurata in Hertz (Hz).

Banda udibile per un individuo normoudente

L'intensità del suono percepito nel punto di misura, corrispondente fisicamente con l'ampiezza dell'onda di pressione, viene espressa in decibel con il livello di pressione sonora (Lp).I suoni che l'orecchio umano è in grado di percepire sono quelli che si trovano all'interno della cosiddetta banda udibile, caratterizzata da frequenze comprese tra 16 Hz e 16.000 Hz e da livelli di pressione sonora di circa 130 dB. Nel diagramma del livello sonoro (immagine a lato) è rappresentata la banda udibile, delimitata superiormente dalla "soglia di dolore" e inferiormente dalla "soglia di udibilità": quest'ultima curva si sposta verso l'alto con l'avanzare dell'età di un individuo.

Banda dell'udibile per un individuo normoudente.

Questo fenomeno, noto come "presbiacusia", produce una perdita della capacità uditiva specialmente alle frequenze più elevate del campo udibile. Per avere un'idea dei livelli sonori che un individuo è in grado di percepire, viene riportata, in basso a destra, una tabella con i livelli sonori (in dBA) associati ad alcune sorgenti (fonte Ministero dell'Ambiente).

Decibel SORGENTE di RUMORE
10 / 20 Fruscio di foglie, bisbiglio
30 / 40  Notte agreste 
50  Teatro, ambiente domestico 
60 Voce alta, ufficio rumoroso
70 Telefono, stampante, Tv e radio ad alto volume
80  Sveglia, strada con traffico medio 
90  Strada a forte traffico, fabbrica rumorosa
100  Autotreno, treno merci, cantiere edile 
110  Concerto rock 
120  Sirena, martello pneumatico 
 130 Decollo di un aereo jet 

In relazione alle sue specifiche modalità di emissione, un rumore può essere definito come:

  • continuo o discontinuo (se intervallato da pause di durata apprezzabile),
  • stazionario o fluttuante (se caratterizzato da oscillazioni rapide del suo livello di pressione sonora superiori a ± 1 dB),
  • costante o casuale (se presenta una completa irregolarità dei tempi e dei livelli di emissione),
  • impulsivo (se il fenomeno sonoro determina un innalzamento del livello di pressione in tempi rapidissimi, ossia meno di 0,5 secondi).

Il rumore, specialmente quello esistente in ambito urbano, viene considerato di tipo complesso in quanto è dovuto alla presenza di numerose sorgenti quali le infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie, aeroporti, porti) e le attività rumorose che si svolgono nelle aree considerate (esempio: attività industriali e artigianali, presenza di discoteche, etc). L'esame delle diverse sorgenti di rumore può essere utile a fornire indicazioni sulla comprensione del fenomeno "rumore" presente sul territorio nonché per trovare le giuste modalità per combatterlo. La lotta contro il rumore può essere attuata secondo tre possibili interventi:

  • agendo sulle sorgenti di rumore (riducendo le emissioni alla fonte o migliorando le condizioni di mobilità all'interno di una certa porzione di territorio);
  • agendo sulla propagazione del rumore (allontanando il più possibile le aree residenziali dalle aree di maggiore emissione acustica);
  • adottando dei sistemi di protezione passiva (barriere antirumore) agli edifici maggiormente esposti alle immissioni di rumore.