La progettazione acustica degli edifici.

Le progettazioni integrative all'architettonico e strutturale

Nei pressi di qualsiasi edificio sono presenti, all’interno e all’esterno, sorgenti di rumore vere e proprie oppure indotte da impianti e parti funzionali dell’edificio stesso. Tali sorgenti determinano condizioni ambientali che possono rendere difficili o impossibili le attività per le quali l’opera è stata progettata. La progettazione acustica di un edificio deve prendere in considerazione tutti gli atti necessari a rendere le condizioni acustiche adatte alle attività che si svolgono all’interno, ovvero le condizioni di benessere acustico. Lo sviluppo dell’acustica negli ultimi decenni è stato notevole e di pari passo si sono sviluppate normative cogenti e/o volontarie riguardanti diversi tipi di misure acustiche. Ciò si è reso necessario in quanto la crescita del livello sonoro, anche nelle zone urbane, ha subito un incremento notevolissimo e si è resa necessaria l’individuazione di “criteri oggettivi” per poter valutare l’idoneità delle strutture costruite.  Il Quadro legislativo: dal lontano 1975 diverse leggi si sono succedute, fino a quando, nel 1995, è stata emanata la Legge quadro sull’inquinamento acustico (Legge n. 447 del 26/10/1995) che stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico. Uno dei Decreti attuativi collegati alla Legge quadro sull’inquinamento acustico è il noto DPCM del 05/12/1997, intitolato “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.

Il parametro che coinvolge, tra l'altro anche il serramento, è l’indice di valutazione dell’isolamento standardizzato di facciata D2m,nT,w. Questo caratterizza la capacità di una facciata di abbattere i rumori aerei provenienti dall’esterno. Tale capacità varia al variare della frequenza sonora. Il menzionato DPCM è il primo e organico riferimento normativo nazionale per la protezione contro il rumore all’interno degli edifici civili e rappresenta a tutt’oggi il punto di riferimento nell’ambito di un’eventuale azione civile, qualora s’intenda contestare l’inadeguatezza, sotto il profilo acustico, della struttura edilizia o la sua mancata realizzazione a “regola d’arte”. È necessario sottolineare come i valori minimi stabiliti dal DPCM si riferiscano all’isolamento di intere partizioni o facciate e quindi non si riferiscano in maniera specifica al potere fonoisolante dei singoli elementi. Bisogna, inoltre, evidenziare come i valori di isolamento acustico di facciata stabiliti dal decreto siano indipendenti dai livelli di rumore presenti all’esterno dell’edificio. Ecco perché tali valori limite, imposti dal DPCM, sono da considerarsi come valori minimi da rispettare: regolamenti edilizi regionali o locali possono prescrivere limiti più severi o addirittura prevedere la realizzazione di calcoli previsionali dei requisiti acustici passivi degli edifici. Il decreto sui requisiti acustici passivi degli edifici, operativo dal 1997, ha certamente dato impulso all’innovazione nel settore ma ha anche determinato un forte aumento del numero di contenziosi per effetto di alcuni aspetti controversi e per la mancanza di una adeguata conoscenza delle problematiche tecnologiche e costruttive. In analogia con quanto già avvenuto in altri paesi europei, anche in Italia sono state definite le procedure per la classificazione della qualità acustica degli edifici. Questo nuovo approccio al problema consente di affiancare agli obblighi normativi un processo volontario di qualificazione acustica che potrà portare a una progressiva e condivisa crescita degli standard qualitativi. Il problema della protezione dal rumore in edilizia è, in sostanza, un problema di corretta progettazione architettonica che, partendo dalla destinazione d’uso (grado di protezione dal rumore e caratteristiche delle sorgenti interne) e dalla tipologia dell’edificio (distribuzione degli spazi interni e delle funzioni), passa per la scelta delle soluzioni costruttive che tengano conto degli effettivi livelli prestazionali necessari. Il “progetto acustico” dell’edificio, si concretizza quindi attraverso l’analisi e la soluzione dei punti critici mediante l’applicazione di metodi oggettivi e riproducibili, come l’adozione di soluzioni tecniche certificate (conformità della soluzione costruttiva ad un campione che, a seguito di prove di laboratorio, abbia conseguito prestazioni superiori al requisito in opera richiesto) e l’utilizzo di metodi di calcolo (applicazione di relazioni basate su particolari caratteristiche dell’elemento dedotte da certificazione di laboratorio o da calcolo secondo metodi normati). La prestazione di fonoisolamento in laboratorio è valutata in condizioni ideali, cioè in assenza di quei fenomeni di trasmissione laterale dell’energia sonora tipici delle costruzioni composte da più elementi, con caratteristiche diverse, interconnessi (e interagenti). Le effettive condizioni di inserimento dell’elemento edilizio nel contesto architettonico possono essere valutate con l’utilizzo dei metodi di calcolo proposti dalla serie delle norme UNI EN 12354, basati sulla conoscenza dei livelli prestazionali conseguibili in laboratorio da parte di tutti gli elementi che costituiscono l’ambiente da verificare. La complessità di questi metodi e la loro articolazione richiede, però, l’ausilio di programmi di calcolo e di una corretta valutazione dei vincoli perimetrali delle pareti analizzate. Le esigenze della corretta progettazione acustica degli edifici possono essere quindi soddisfatte attraverso un percorso di analisi e verifica così costituito:

  • analisi della tipologia edilizia e della distribuzione degli ambienti per evitare l’adiacenza di spazi acusticamentesensibili” con luoghi rumorosi o terminazioni o attraversamenti impiantistici;
  • limitazione del numero e dell’estensione delle superfici di separazione fra distinte unità abitative o funzionali;
  • scelta di soluzioni costruttive, verificate in laboratorio secondo metodi normati (UNI EN ISO 140), le cui caratteristiche di isolamento acustico rispondano alle effettive esigenze di protezione dal rumore generato negli ambienti circostanti;
  • valutazione previsionale dei requisiti acustici passivi mediante metodi normati (UNI EN 12354).

A queste fasi segue il controllo, in sede di realizzazione, della rispondenza di materiali e tecniche di posa alle prescrizioni di progetto. Infine, il collaudo acustico attraverso la verifica dei parametri indicati dal D.P.C.M. 5/12/97, fornisce gli elementi di valutazione della qualità dell’opera realizzata.