Manufatto edilizio e Qualità

La qualità di un manufatto architettonico è considerata un valore aggiunto:

  • alla fattibilità,
  • alla coerenza,
  • al controllo,
  • al coordinamento, sia del processo ideativo progettuale che dell'opera compiuta.

Il concetto di qualità nasce in ambito industriale con l'avvento della produzione seriale. Tale nozione, in un primo momento, era legata alla verifica di conformità del prodotto al tipo. Il manufatto edilizio, in quanto esito finale dell'articolato processo edilizio, rappresenta un prodotto certamente atipico se rapportato a quelli industriali, generato da procedimenti variabili nel tempo che rendono difficile la standardizzazione dell'opera finale.

La qualità dell'opera architettonica coinvolge tutte le fasi del processo edilizio passando, quindi, dalla sua programmazione:

  • al documento preliminare alla progettazione,
  • al progetto preliminare,
  • alla verifica dello stesso,
  • all'elenco annuale,
  • al progetto definitivo,
  • al progetto esecutivo,
  • alla sua validazione,
  • alla sua costruzione,
  • alla gestione del costruito, fino alla sua demolizione e dismissione.

Impianti tecnici per l'involucro edilizioGli impianti tecnici negli Edifici

L'involucro edilizio, per essere confortevole nelle diverse stagioni dell'anno, ha bisogno di determinati servizi che sono definiti impianti tecnologici.

Questi servizi possono riguardare:

  • l'illuminazione;
  • l'adduzione idrica;
  • lo scarico delle acque;
  • la produzione di acqua calda sanitaria;
  • il riscaldamento invernale;
  • il raffrescamento estivo;
  • la vntilazione, ecc.

Impianto di Riscaldamento o Impianto Termico: Cos'è ?

L’impianto di riscaldamento o impianto termico è l’insieme di apparecchi, processi, strutture e unità di distribuzione utilizzati per mantenere la temperatura interna degli edifici alla temperatura di comfort. Generalmente un impianto termico è costituito da una caldaia, dall’impianto di distribuzione del calore a dagli scambiatori preposti alla cessione del calore all’ambiente. Le caldaie degli impianti di riscaldamento possono essere alimentate a:

  • olio,
  • gas
  • combustibili solidi (nella peggiore delle ipotesi carbone, nella migliore biomassa di origine vegetale).

Attraverso un processo termochimico (la combustione del carburante) si sviluppa calore che riscalda le superfici metalliche della caldaia che a loro volta trasferiscono il calore ad un fluido (acqua, vapore o aria); tale fluido trasportato attraverso l’impianto di distribuzione a mezzo di una pompa, raggiunge gli scambiatori (termosifoni).

La maggior parte delle caldaie è controllata in modo automatico per mezzo di termostati remoti.

Il sistema di distribuzione, costituito principalmente da tubazioni che trasferiscono il fluido termo vettore, mette in comunicazione la caldaia con gli scambiatori; questi ultimi sono i dispositivi che trasferiscono calore dall'impianto di riscaldamento agli ambienti da riscaldare.

Gli scambiatori esistono di varie tipologie, generalmente sono radiatori e convettori.

ACQUA CALDA SANITARIA

La produzione di acqua calda sanitaria è una voce gravosa del bilancio energetico di un edificio.

Esistono vari sistemi per la produzione di A.C.S. che utilizzano elettricità (con costi economici, energetici e ambientali molto più elevati) o sistemi a combustione. Tra i sistemi elettrici lo scaldabagno era, fino a pochi anni fa, quello più diffuso e, al tempo stesso, quello che presenta, tuttora, il più basso grado di efficienza. Malgrado la inefficienza complessiva e i costi di esercizio elevatissimi, si calcola che in Italia ancora 1/3 delle abitazioni siano dotate di tali dispositivi. Nei sistemi a combustione ci sono gli scaldabagni a gas a uso dedicato oppure a uso promiscuo (ACS e riscaldamento). Esistono sistemi integrativi per il riscaldamento dell’acqua come, ad esempio, gli impianti solari termici che sfruttano l’energia del sole per il riscaldamento di un fluido. Tra i vari sistemi a uso promiscuo per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua calda sanitaria sono da ricordare quelli che utilizzano biomassa (ad es. pellets, cippato, gusci di frutta secca, legna, ecc) come combustibile. Questi sistemi presentano diversi vantaggi in termini di minori emissioni di sostanze inquinanti e di CO2 (gas serra) ma hanno lo svantaggio per la minore facilità di approvvigionamento e uso del combustibile.

L’acqua calda per usi sanitari, nelle civili abitazioni, a una temperatura di circa 45°C, serve in cucina, in bagno e per i lavaggi in tutto l’arco dell’anno. Il consumo domestico medio è di 4060 litri circa a persona per giorno. Una famiglia (di 4-5 persone) mediamente consuma circa 200 - 250 litri/giorno. La temperatura dell'acqua calda nel sistema di adduzione (caldaia – accumulo – tubazioni) che alimenta i singoli rubinetti, non dovrebbe superare i 60°C. A temperature più alte, il calcare precipita più facilmente e si deposita sia nei tubi e nelle apparecchiature provocando accumuli e gravi danni. Una temperatura di 45°C è sufficiente nella maggior parte dei casi a evitare tali problemi.