Isolamento termico per il massimo risparmio energetico.

Da sempre l'uomo ha cercato di difendersi dal freddo, prima coprendosi con pelli e abitando nelle caverne, poi utilizzando il fuoco e costruendo dimore sempre più efficienti a questo scopo. Ma se fino allo scorso secolo una bella casa di mattoni e un solido tetto soddisfacevano questa esigenza, l'esponenziale incremento demografico attuale e il corrispondente aumento del numero degli edifici, hanno creato scompensi ambientali e energetici tali da indurre gli Stati a legiferare a tutela dell'Ambiente e contenere i consumi energetici. Una risposta adeguata a questa problematica è quella di rendere più “performante” l'involucro edilizio dal punto di vista termico con un materiale isolante che contrasti la dispersione energetica, aumenti il comfort abitativo, contenendo i costi in modo significativo. L'isolamento termico è il sistema di risparmio energetico più efficace e economico, dal momento che i costi di investimento si recuperano in pochi anni di esercizio del prodotto. Un KWh risparmiato grazie a un'adeguata coibentazione, vale più di un kWh prodotto dalla più efficiente caldaia, poiché la vita dei materiali termoisolanti è più lunga di quella degli impianti. Isolare significa impedire il transito di energia tra corpi o ambienti. In termini di isolamento termico vuol dire gestire il comportamento dei flussi di calore nell'ambiente dove l'essere umano vive abitualmente. Ne consegue che il materiale isolante ideale dovrebbe avere la caratteristica di non lasciarsi attraversare facilmente da questo flusso termico. Il trasferimento di calore verso l'esterno in inverno e viceversa in estate, è tanto più limitato quanto più il materiale ha bassa conducibilità termica (simbolo lambda).

Materiali da costruzione e isolamento termico

Il progresso tecnologico, spinto anche dalla normativa e dall'esigenza di contenere i consumi energetici, ha investito il settore dei materiali da costruzione che si è sviluppato coinvolgendo sia i produttori di materiali di tamponamento, sia i produttori di materiali isolanti. Fra i materiali di tamponamento presenti sul mercato ricordiamo:

  •  blocchi in laterizio porizzato (nell'impasto sono aggiunte sfere di piccole dimensioni di polistirolo, di farine di cellulosa, polvere di legno, ecc.);
  •  blocchi in calcestruzzo cellulare (nell'impasto sono presenti ossido di calcio, silice, ossido di alluminio, ecc.);
  •  blocchi in conglomerato legno magnesite (miscela di cemento, abete rosso mineralizzato).

Tutti questi materiali prodotti da processi di lavorazione differenti hanno migliorato le loro caratteristiche termiche, ma da soli non raggiungono i livelli di prestazione energetica richiesti dal Dlgs 311/2006. Diventa, quindi, imprescindibile per il raggiungimento dei suddetti livelli, l'applicazione, ai suddetti prodotti di tamponamento, l'aggiunta di materiali isolanti.

Materiali isolanti

Le recenti disposizioni legislative sul contenimento dei consumi energetici portano inevitabilmente in primo piano il tema della scelta del tipo di materiale isolante da adottare. Sul mercato esistono molti materiali termoisolanti che possono essere classificati in tre categorie in funzione:

  1.  della struttura: materiali cellulari, porosi e fibrosi (che imprigionano aria rispettivamente in bolle, nella matrice di materiale, in una fitta rete di filamenti);
  2.  del processo di trasformazione: prodotti naturali e sintetici;
  3.  della tipologia delle materie prime utilizzate: prodotti organici (mondo vegetale) o inorganici (mondo minerale).

I prodotti che si ottengono dal petrolio e dai suoi derivati ricadono nella categoria dei prodotti sintetici e organici.

Materiali da costruzione e qualità di uno spazioMateriali da costruzione

Una scelta consapevole determina la qualità di uno spazio.

Cerchiamo di capire in che modo la scelta dei materiali da costruzione influisce sulla qualità, intesa non dal punto di vista estetico-formale ma relativa alla salubrità degli ambienti. Nello specifico è importante che il costruttore e il progettista siano consapevoli dell’utilizzo dei materiali affinchè possano contribuire a rendere l’ Edificio un organismo in grado di rendere stabile e migliorare la qualità dell’aria degli ambienti che produce. Tanti materiali emettono delle sostanze durante il loro ciclo vitale detti Composti Organici Volatili (COV), che sono degli inquinanti di natura chimica rilasciati da moltissimi materiali da costruzione. In particolare, si riferiscono ai materiali per le finiture interne come vernici e adesivi, rivestimenti lignei, resilienti che contengono sostanze che vengono rilasciate negli ambienti e risultano tossiche per l’uomo. Esistono diversi fattori in grado di influenzare il comportamento dei suddetti materiali per il rilascio dei Composti Organici Volatili:

  • temperatura,
  • umidità,
  • ricambi d’aria,
  • quantità di prodotto in relazione al volume dell’ambiente,
  • età e stato di conservazione del materiale,
  • condizioni di utilizzo e modalità di manutenzione e pulizia.

La temperatura e l’umidità influiscono sui processi di assorbimento e rilascio delle sostanze (che sono più elevati in presenza di alta umidità e temperatura) mentre i frequenti  d’aria ne favoriscono la diluizione. La quantità di prodotto in grado di rilasciare i composti è certamente un elemento rilevante così come l’età del materiale in relazione al suo stato di conservazione.

Gli effetti sulla salute